Leggi le recensioni al libro: AA.VV. TeatroNatura. Il teatro nel paesaggio di Sista Bramini e il progetto “Mila di Codra”, a cura di Maia Giacobbe Borelli prefazione di Dacia Maraini, Editoria&Spettacolo, Roma 2015
Thiasos presenta il libro a Palermo, 26 maggio 2016
“TeatroNatura. Vedere e ascoltare nel teatro di Sista Bramini”, Sergio Lo Gatto, 6 gennaio 2016, TeatroeCritica,
Scheda libro- Editoria & Spettacolo
Recensione di Giovanni Azzaroni, Antropologia e Teatro, Rivista di Studi dell’Università di Bologna, N° 6 (2015)
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“Notti incantate nel verde con il festival sotto le stelle” al Parco Nord (Milano), di Simona Spaventa, La Repubblica, 13 settembre 2014
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“Tempeste: il teatro natura di Sista Bramini nella splendida cornice delle Pagliare di Tione” di Alessia de Iure
NEWSTOWN, 12 agosto 2014
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“La lettera di Dacia Maraini”
Il Centro, 31 agosto 2013
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“D’Annunzio ‘riletto’ a Frattura”
di Paolo De Nardis
La Foce (Cultura)
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“ Sista Bramini incanta il pubblico di VeliaTeatro: i miti dell’antica Roma rivivono in “Numa – ovvero Roma non fu fatta in un giorno”
Giornale del Cilento, 19 agosto 2013
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“L’intervista al protagonista” Velia Teatro 2013
18 agosto 2013
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“Numa, di e con Sista Bramini. Compagnia O Thiasos-TeatroNatura”
Casertanews.it, 18 agosto 2013
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“ Il teatro, la vita, il dono…”
Il Centro, 6 agosto 2013
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“Parte il Festival del Teatro di Gioia, spettacoli itineranti nel parco d’Abruzzo”
Il Centro- Abruzzo, 5 agosto 2013
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“Teatro: Parco Abruzzo presenta Mila di Codra, di O Thiasos”
ASI Press, 5 agosto 2013
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“Attraverso: tra i calanchi workshop e spettacoli d’autore”
di Federico Mascagni
L’unità-Emilia Romagna, 2 giugno 2013
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“Attraverso”: da un casolare nel bolognese un festival per riscoprire il mistero della natura”
di Federico Mascagni
mercoledì 27 giugno 2012
www.agoravox.it/Da-un-casolare-nel-Bolognese-un.html
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Quel che resta del corpo. A Roma una serata dedicata ad Antonin Artaud, e al rituale del Quad di Samuel Beckett. Con una performance a più voci di O Thiasos TeatroNatura
di Michele Pascarella
Artribune, 1 maggio 2013
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Radici, tempo, mito
di Michele Pascarella
Artribune, 17 gennaio 2013
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Un Teatro nel paesaggio, un paesaggio nel teatro
a cura di Tihana Maravić
Alma Mater Studiorum, Università di Bologna, La Soffitta 2013
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Natura come luogo di cerimonia dell’umano
Culture teatrali gennaio 2013. Rivista on line di studi, interventi e scritture sullo spettacolo
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Il camminante”, spettacolo itinerante nella natura
Valentina Sarmenghi
Corriere di Novara 21 agosto 2012
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Il racconto corale di Arte Sella
Corriere del Trentino 27 luglio 2012
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Arte Sella, classica e natura nella Fucina delle emozioni
Due concerti speciali con Brunello, i cantanti lirici e la Bramini diOThiasos
Una narrazione sulla figura di Niobe e lo Stabat Mater mimimalista di Part
Trentino 28 luglio 2012
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Fucina Artesella
luglio 2012
www.artesella.it
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Natura Creativa
di Manuela Pellanda
L’Adige, 21 luglio 2012
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Miti d’acqua al Festival Odissea
Crema on line 20 luglio 2012
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Venti anni di O Thiasos TeatroNatura
Il Teatro della Memoria, 30 giugno 2012
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Baba Jaga.Mito, Verità e Natura
Appunti Reisidui, scampoli di articoli, 26 giugno 2012
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El teatro y la neurosciencias
Artez, Revista de las artes escénica, Bilbao, aprile 2012
www.artezblai.com
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L’ultimo quadro di O Thiasos TeatroNatura
di Eugenio Murrali
Festival di teatro, natura, musica e memoria
Terre Marsicana, 9 agosto 2011
“Gioia dei Marsi. Tra Gioia dei Marsi e Gioia Vecchio c’è una strada bianca tutta ciottolosa, sembra che non porti da nessuna parte e sia invece il sentiero fatato di una qualche favola della nostra infanzia, poi in lontananza compare una torre diroccata e alcune case di roccia che quasi si confondono con la montagna: èSperone, un paesino che ricorda le rovine dei grandi quadri romantici, in cui la traccia dell’uomo è sovrastata dal sublime della natura. Le auto faticano un po’, ma i più coraggiosi possono arrivare fino al luogo dell’appuntamento indicato da Sista Bramini, la regista dello spettacolo Danzò Danzò, direttrice della compagnia O Thiasos TeatroNatura. Il pubblico è numerosissimo e raccoglie ogni fascia di età, ci sono molti bambini pieni di curiosità, giovani, anziani attrezzati con sedie e bastoni da escursioni, c’è persino Bionda, la fedele cagnolina di Dacia Maraini.
L’azione di Danzò Danzò ha per spazio scenico la natura stessa, le sue luci, i suoi suoni, l’inizio della “platea” è delineato da bastoni, da sassi, oppure da nulla. Le sei giovani attrici (Camilla Dell’Agnola, Silvia Giorgi, Sonia Montanaro, Veronica Pavani, Carla Taglietti, Valentina Turrini) si immergono completamente nella verità dei loro personaggi e nel contesto ambientale. La recitazione è tradizionale, forse la più antica (non a caso si chiamano O Thiasos, termine greco che significa anche compagnia teatrale), fondata principalmente sull’attore, sulla forza della sua vocalità, sulla sua capacità di rendersi parte della situazione scenica, di trasformare la convenzione in verità, di dialogare con il pubblico come un servus della commedia antica, con i suoi a parte, ma questo modus si innova e assume nuove caratteristiche dentro i sipari naturali scelti da Sista Bramini, che studia tutto nel minimo dettaglio, per poter cedere con serenità poi la regìa alla natura, alle diverse gradazioni della luce solare, alle escursioni della temperatura, alle abitudini del vento. Così la favola Le scarpette rosse diAndersen, riacquista in questa rivisitazione, la sua magia originaria, perché magica è l’atmosfera, magiche sono le vocalizzazioni, i canti, l’espressività delle attrici e neppure per un attimo qualcuno potrebbe dubitare che quel cerchio di plastica sia altro dalla carrozza della vecchia signora che accoglie in casa la selvaggia Scarpette rosse e prova a farne una bambina della rigida e bigotta società civile. Le attrici stesse, sempre in equilibrio tra la maschera e il personaggio, conducono il pubblico nelle quattro differenti postazioni che costituiscono le scene e gli oggetti scenici, per cui una pianta può diventare il crocifisso della chiesa, un centinaio di metri più in là, con due bastoni legati e qualche pietra ci si ritrova nel cimitero, su un dirupo da cui si ammira, insieme al sole occidente, l’antico letto del Fucino. È un po’ stremato il pubblico quando arriva l’immagine finale, queste donne arrampicate sulla roccia che, dandogli le spalle, si rivolgono all’orizzonte e assumono un aspetto quasi mistico e divino, stanco ma rincuorato da questo quadro potente e dall’insolita maniera di vivere un Teatro che ha valore al di là della sua originalità…”
Rose Rosse in scena a Roma
dal Blog di Paola Abenavoli
19 febbraio 2011
Già in scena presso teatri prestigiosi quali il “Cilea” di Reggio Calabria, il Teatro dell’Acquario di Cosenza, il Teatro del Canovaccio di Catania e il Teatro Sancarluccio di Napoli, lo spettacolo “Rose Rosse”, prodotto da O Thiasos Teatro Natura Roma, Centro studi Quasimodo, in collaborazione con Compagnia Scena Nuda, torna nella Capitale, dal 24 al 27 febbraio 2011, ospitato nuovamente dal Teatro Furio Camillo di Roma.
Lo spettacolo torna in scena, dunque, dopo la tournée estiva, svoltasi in alcuni siti di particolare interesse e suggestione del territorio calabrese, e la sperimentazione con due allestimenti scenici presso delle comunità di recupero per tossicodipendenti con l’obiettivo di “coinvolgere queste strutture ed integrarle nel tessuto cittadino”, “mettendo in risalto la possibilità e l’importanza di aprire questi luoghi al territorio anche come punto di promozione culturale”.
Uno spettacolo, “Rose Rosse”, che rappresenta un percorso a ritroso “nell’esistenza travagliata di un giovane cresciuto nella Napoli tra gli anni ’70 e gli anni ’90; una storia vera ed emozionante che, con continui sobbalzi dell’anima, ci conduce attraverso gli abissi della tossicodipendenza fino alla rinascita fisica e interiore”.
Enzo de’ Liguoro è il protagonista della rappresentazione (la regia è di Sista Bramini): un testo che, per le sue finalità sociali, ha ricevuto l’alto patrocinio del Ministero della Salute del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Abbiamo tremato. Con la terra
Con te Gemona. Informazione, cultura, politica a Gemona del Friuli
18 settembre 2010
Il rischio c’è sempre anche se non si può prevedere quando accadrà. Oggi, sabato 18 settembre, nell’ambito del terzo ciclo di corsi della Scuola estiva di perfezionamento in Gestione del rischio sismico «SERM», organizzato dall’Università di Udine aVenzone [►], la Comunità Montana di Gemona ospiterà nella sua sede in via caneva, 25, alle ore 21 lo spettacolo del gruppo teatrale O’Thiasos [►] dal titolo «Ho tremato con la terra. Un perpetuo circuito di produzione e distribuzione».
La parte artistico recitativa, curata dalle attrici e musiciste Sista Bramini, Francesca Ferri, Camilla dell’Agnola e Valentina Turrini e dalla fotografa Alice Benessia, si combinerà con una parte espositiva, a cura di Bruna De Marchi (già responsabile del Programma Emergenze di Massa dell’Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia insieme a Silvio Funtowicz, funzionario del Centro Comune di Ricerca JRC della Commissione Europea).
L’intento dello spettacolo sarà di suscitare la riflessione e la partecipazione del pubblico sui temi del rischio, dell’incertezza, dell’identità e della memoria; sollecitandolo con vari e diversi linguaggi, della scienza, alla poesia, passando per la fotografia e il canto. Attraverso il mito, il racconto, l’immagine, il dialogo, saranno evocati temi e situazioni in cui sgomento e paura si mescolano alla speranza, all’ impegno civile e alla solidarietà. Lo spettacolo durerà circa un’ora, seguirà un dialogo di riflessione con il pubblico.
O Thiasos TeatroNatura®
Associazione Culturale
Via Pistoia 1 | 00182 Roma
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Cell. organizzazione: 3881726565